L’ AMBIENTE NATURALE

Nidificazione in Riserva di Airone cenerinoLa valle fluviale, tipicamente alluvionale con depositi d’argille, sabbie e ghiaie, è delimitata da colline di modeste dimensioni costituite da sedimenti d’origine marina. La ricca presenza d’uccelli nell’ambiente lacustre costituisce uno dei motivi di maggior interesse per i visitatori.
Oltre agli anatidi, come il germano reale, l’alzavola, il fischione e la moretta, è possibile osservare lo svasso maggiore, la folaga, il martin pescatore e rapaci come il falco di palude e il falco pescatore. Il canneto, costituito prevalentemente dalla cannuccia e dalla tifa, è talvolta impreziosito dalla gialla fioritura dell’iris di palude, mentre sui terreni argillosi, tra le radici dei salici bianchi e rossi, troviamo la bardana e l’equiseto dalla tipica forma a coda di cavallo. E’ questo il regno di moltissimi uccelli come il cannareccione, la cannaiola, il porciglione, la gallinella d’acqua, e di un mammifero caratteristico, la nutria, un grosso roditore d’origine americana naturalizzatosi da alcuni decenni in gran parte delle zone umide italiane.

Laddove il canneto si dirada, nelle zone in cui l’acqua è stagnante, si può osservare il potamogeto, l’azolla americana e la curiosa lenticchia d’acqua dalle minuscole foglie tondeggianti. Questo habitat è molto importante per la riproduzione di pesci, insetti ed anfibi come il tritone punteggiato e la rana verde.

       Falco di palude (Circus aeruginosus) Nebbia mattutina in RiservaAlbero di giuda (Cercis Siliquastru)

Le zone coltivate e i pascoli dell’ampia piana di Nazzano sono prevalentemente frequentati dai corvidi, come la cornacchia e la gazza, ma sono anche i luoghi dove è più facile osservare l’allodola, il tasso e i rettili come il biacco e la vipera.

Bosco ripariale in Riserva, sulla sponda destra del Tevere

Sugli argini del fiume, in particolare sulla riva destra, si possono osservare alcuni tra i pochissimi esemplari superstiti di bosco ripariale dell’intero basso corso del Tevere formati da pioppi bianchi e neri, allori, ontani e da qualche farnia. Le cime di questi alberi rappresentano un ottimo rifugio per la garzetta, l’airone cinerino, il cormorano e l’elegante e più raro airone bianco maggiore.

Sui versanti collinari che si affacciano sulla valle Tiberina, oltre alla robinia, specie esotica ampiamente diffusa, un esame più attento fa rilevare la presenza delle chiome scure di leccio, soprattutto dove il versante è più acclive, ma anche di querce a foglia caduca come la roverella e il cerro. Contribuiscono a formare questo bosco d’elevato interesse naturalistico, l’albero di Giuda, riconoscibile per le colorate fioriture violacee primaverili, l’orniello, il carpino nero, l’acero campestre e trilobo, oltre a specie arbustive come la berretta da prete, il lentisco, il viburno e la fillirea dai piccoli fiori bianchi e profumati. In questo residuo ambiente boschivo è segnalata la presenza dell’istrice, della martora e di numerosi piccoli roditori, prede abituali del barbagianni e d’altri rapaci notturni.


Caratteri Geomorfologici
La connotazione generale del territorio della Riserva è fortemente caratterizzata dalla presenza del Tevere. Le aree golenali (terreni invasi dalle acque in periodi di piena), le ripe e soprattutto i meandri che il fiume disegna, costituiscono una vera e propria unità di paesaggio.
Le anse che si susseguono lungo il basso corso del fiume sono elementi in continua evoluzione, in quanto, attraverso l’erosione laterale della sponda esterna (sponda concava) di ogni curva, dove la velocità dell'acqua è massima, e la sedimentazione sulla sponda interna (sponda convessa), dove la velocità è minima, la loro posizione subisce spostamenti laterali nel tempo, tanto che possono essere considerate come elementi “vivi” del territorio.

Le anse del Tevere in Riserva


Il panorama che si osserva dai punti più elevati della Riserva, oppure visionando una carta topografica, è caratterizzato da una netta differenzazione tra i rilievi posti in riva destra da quelli sulla sponda opposta. Tale differenzazione è dovuta alla diversa formazione dei sedimenti e delle rocce.
Versante collinare sulla sponda destra con Torrita Tiberina

In riva destra si osserva un allineamento di creste collinari, costituite da sedimenti marini, con quote superiori a 200 m s.l.m., su cui sorge il centro abitato di Nazzano e quello di Torrita Tiberina. Da un’attenta osservazione dei sedimenti lungo la Via Tiberina, nel tratto compreso fra Nazzano e Torrita Tiberina in loc. Praterelle (detto anche “Ripa bianca” in quanto si trova di fronte alla parte del meandro occidentale così deonominato), è possibile seguire l'intera serie del ciclo sedimentario conseguente alle fase di ingressione e di regressione del mare nel Pliocene in cui, con un’attenta ricerca, è possibile reperire resti fossili di conchiglie di molluschi marini. Sulla sponda opposta (in riva sinistra) è presente un ampio territorio pianeggiante, a quota prossima ai 100 m s.l.m., inciso dal fiume Farfa e dai suoi affluenti.